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cannonate dal mare fuoco dal cielo

CANNONATE DAL MARE, FUOCO DAL CIELO

CANNONATE DAL MARE, FUOCO DAL CIELO

_ Ho aperto la finestra e ho visto navi nel porto di Gaeta. Ho avuto paura.
_ E poi?
_ Era iniziata la guerra, solo cannonate dal mare, fuoco dal cielo
(dialogo con Tilde, sulla sedia, la sua fototessera di bambina in bianco e nero dietro di lei)

A 9 anni mi sono svegliata e una bomba scoppiò dietro casa mia, a San Giovanni. Siamo scappati in una grotta a Campese, mangiavo minestra di terra. Dopo sei mesi in un magazzino a Maranola. Ci portarono via, a me, i miei zii, mio cugino di due anni. Nel campo di concentramento le famiglie si stringevano in un fazzoletto di terra. Dopo sei giorni senza cibo mio padre arrivò con un’ambulanza, disse che eravamo infetti e tra lenzuola bianche ci caricò.

Siamo andate a prendere l’acqua e nel ruscello scorreva sangue. Avevano sparato a due uomini più avanti. Ho ancora a casa le brocche per raccogliere l’acqua appese alle pareti.

Una scheggia colpì la testa di mio cugino, aveva sei mesi.
Mi erano uscite vesciche per tutto il corpo, mi portavano a San Gallinaro, mi tagliavano le bolle a sangue vivo, mi tuffavano in acqua e zolfo per disinfettare, urlavo dal dolore.

Mia zia ha fatto cinque piani a quattro scalini alla volta per recuperare il pane che ci avevano regalato, mio cugino piccolo lo aveva buttato dalla finestra. Se lo erano già preso, qualcuno aveva più fame di noi.

Eravamo tre famiglie in una stanza d’albergo in via della stazione. Bollivamo la biancheria per far morire le pulci e i pidocchi.

Tutti per strada a pregare con i sacerdoti davanti la chiesa di Santa Teresa distrutta. Dopo la guerra, nelle prime processioni il santo non poteva camminare, ognuno aveva da piangere un figlio, un fratello, una madre.

Fanciullezza e gioventù non ne ho vista, abbiamo finito di giocare, abbiamo finito di ridere, eravamo delle macchinette pronte a scavare, ad aiutare per ricostruire. Non c’era più patria, più niente.

Ora mi giro intorno e niente mi sembra così brutto e cattivo.
Tilde, 84 anni, ritratti di guerra e di memoria.

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