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#carovanaBrecht TUNISIA, RIPARTIRE DALLA CULTURA: LA CITTA’ ARCHEOLOGICA DI UTHINA

Un omino dai folti baffi bianchi con una paletta di ferro continua a raccogliere mucchietti di polvere con una dedizione quasi maniacale.

Sono 20 anni che archeologici europei e arabi, maestranze ed oprerai tunisini scavano per rimuovere tutta la polvere che ancora sovrasta l’antica città di Uthina. Cento ettari di area archeologica romana del II secolo vicinissima alla città di Tunisi, solo 11 i monumenti già riportati alla luce mentre il 90% dei beni è ancora in attesa di vedere il sole.

Si cammina tra le enormi pietre, tra le gradinate dell’anfiteatro, tra i mosaici delle antiche case, sotto le volte e tra le colonne del tempio di Giove e di Minerva (l’unico del Nord Africa a tre livelli) con lo stupore e la meraviglia nel occhi. Dal 1993 si scava con le mani un’intera collina in una valle di pastori ancora al pascolo con il loro bestiame, in una terra fertilissima dove i romani e gli imperatori avevano costruito quasi una città.

Le scarpe sono sporche di sabbia rossa, le voci degli spettatori sugli spalti, le urla dei gladiatori, degli animali e degli schiavi dell’anello sotterraneo, i sacrifici al tempio, i romani alle terme si possono immaginare come in un libro di storia illustrato. E’ tutto lì, davanti ai nostri occhi, congelato nei secoli.

Ci accompagnano Dhaker, il direttore del sito storico, l’archeologico che segue gli scavi, arriva una televisione araba per un servizio e qualche intervista. L’orgoglio si legge chiaro nei loro occhi. La Tunisia riparte da qui, dalla cultura, dalla storia, dal patrimonio culturale. La città di Uthina è il simbolo di questa rinascita, di un riscatto atteso che si stanno guadagnando. I primi concerti ed i primi spettacoli iniziano ad abitare l’anfiteatro ed il tempio, arrivano le prime visite guidate con gli studenti, si aggiunge ogni tanto un pannello illustrativo multi lingue: si stanno attrezzando, stanno crescendo.

La “polvere” da spazzare via è ancora tanta ma si riparte da qui: da dove il tempo è rimasto sospeso, dove si possono recuperare le radici, ricostruire quello che è andato perduto e dare nuova vita.

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