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CIECA PER 24 ORE

Parli come se fossi cieca anche tu, disse la ragazza dagli occhiali scuri, In un certo qual modo è vero, sono cieca della vostra cecità, potrei forse cominciare a veder meglio se fossimo più gente a vederci.

(dialogo da “Cecità” di Saramago)

Una telefonata improvvisa di mia madre mi prende nel mezzo di una discussione sui prossimi festival sul furgone Brecht.
_ Mi ha chiamato il centro della risonanza magnetica, domani alle 17 il dottore ti vuole vedere_
Nessuna spiegazione in pìù in merito
_ non lo so, io sono l’addetto, il dottore mi ha detto solo così. _
Per le 24 ore successive mi sono passate per la mente tutte le malattie possibili e immaginabili, quelle raccontate da amici e parenti, analisi di eventuali sintomi, sensazioni, creature che potevano albergare nella mia gamba.
_ Perché tutto questo mistero _ scrive mia sorella via messaggio.
_ Prego si accomodi, il dottore la chiama_
_ Prego entri, dobbiamo rifare una parte della risonanza, non si vede bene_
_ scusi, cosa non si vede bene?_
_ non lo so, non sono il dottore_
Tre ore dopo, 70 pagine di libro lette, un gelato, un caffè, un primo maggio organizzato, tutti i profili social aggiornati. Due riunioni telefoniche. Ansia fino all’alluce.
_ Niente, signorina. Il solito problema. Volevo solo vedere meglio _
Per 24 ore cieca della loro cecità ( di quelli che ci vogliono vedere meglio) e dei loro stupidi non detti.

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