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Cronache dalla finestra \ 4

Ciao a nonna, mi vedi?

Si (perplesso)

Ti mando un bacio grande, sono sempre qua, vicino a te.

(dialogo su Skype tra nonna e nipotino di 5 anni al tempo della quarantena)

Scendo a fare la spesa. Ovviamente il deserto. Il negozio non mi è mai sembrato così lontano eppure è dietro l’angolo.

Le persone si vedono e si salutano da un marciapiede all’altro, si dicono due parole urlando, la tentazione di attraversare e avvicinarsi è tanta ma non lo fanno.

Nel negozio tutti si tengono a distanza eppure è uno degli alimentari di prossimità frequentato sempre dalle stesse persone, dove tra un etto di prosciutto e l’altro ci si aggiorna sullo stato di salute (e non solo) di tutto il quartiere, le persone si guardano da sopra la mascherina, si limitano a un “buongiorno” ma te ne accorgi che vorrebbero mettersi accanto e dire “ma lo sai che…”.

La commessa è sommersa dalle buste per la consegna a domicilio: “si Teresina sto arrivando, devo arrivare dall’altra parte” anche se è semplicemente una traversa dopo.

Il palazzo di fronte non mi è mai sembrato così vicino perché ormai panorama quotidiano, “anto’ hai visto che a quelli hanno consegnato la pizza a domicilio?” (le priorità in quarantena), la finestra diventa il metro di misura di vicinanza e lontananza anche quando le “distanze” temporali sembrano saltate (che ora è?).

Gli eventi sono ormai il “prima” e il “dopo” il Coronavirus e poi c’è chi è capace di annullare tutte le distanze (il Papa da solo in piazza San Pietro lo abbiamo sentito più vicino che mai anche tutti quelli del “non sono credente ma…”), chi lascia un pacco di pasta nella cassetta per “essere vicino”, chi ti manda un messaggio e dice che ti pensa “anche se è lontano”, i nonni scoprono le video chiamate e baciano i nipoti come se fossero lì “vicino”, a casa con loro.

Conferenza stampa della Protezione Civile. Altre centinaia di morti, “siamo vicini a tutte le famiglie in questo momento di dolore”.

Un metro di distanza. E’ da qui che abbiamo iniziato a ragionare sul concetto di vicino e lontano, come quando alle elementari la maestra ti spiega la differenza tra “questo” e “quello”, come quando la distanza non si misura solo più in metri ma in cuore (lontani ma vicini, dicono). Torneremo a annullarle le distanze (fisiche) ma ricordiamocela questa “prospettiva della finestra”, quando tenderemo a allontanarci invece di essere vicini.

ps. per gli amici scettici sul mio pollice verde, si, l’orchidea è fiorita e non è finta

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