• Subscribe

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Oggetto

    Il tuo messaggio

giontasimona@gmail.com

Cronache dalla finestra\2

Ma rifletta un momento! Pensi allo sperpero di energie che tutto questo le costa!

Il mio cervello – incominciò – si ribella di fronte a ogni forma di stasi, di ristagno intellettuale. Datemi dei problemi da risolvere, datemi del lavoro da sbrigare, datemi da decrittare il più astruso crittogramma, o da esaminare il più complesso intrico analitico e io mi troverò nel mio elemento.

(dialogo tra Watson e Holmes e in “Il sogno dei quattro” di Arthur Conan Doyle)

Quante volte abbiamo desiderato una situazione simile, un tempo infinito a casa per leggere, scrivere, lavorare senza interruzioni e distrazioni, concentrarsi, sedersi al tavolo e operare con tranquillità. Io, nella mia frenesia totale, spesso. E forse solo con una pandemia poteva succedermi.

Eppure ora mi sembra di non avere “abbastanza” tempo, che la possibilità di concentrarsi non sia aumentata, che la frenesia non sia diminuita. Tutto il tempo a disposizione lo consumo, lo rincorro, cerco di fare sempre di più e alla fine resta solo il senso di colpa di tutto quello che avrei potuto e potrei fare (ne devo approfittare, non mi ricapiterà più…). Colpa dell’esplosione del mezzo digitale (zoom, riunioni e aperitivi skype, dirette, stream, bla bla)?

Amici e colleghi mi scrivono che non riescono a leggere, che non riescono a “produrre”, che l’occasione di chiudere o iniziare progetti è sfumata, che non riescono a pensare. Qualcosa è cambiato. Quello che ci circonda sicuramente. E nella nostra testa che sta succedendo?

Leave a Reply