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FESTIVAL DEI TEATRI D’ARTE MEDITERRANEI: I PERCHE’ DEL GIORNO DOPO

Da questa mattina mi domando: perchè 50 persone nella settimana di ferragosto, durante le loro ferie si siano svegliate alle 6 di mattina, abbiano percorso a piedi un sentiero in salita per ascoltare le parole dei classici greci e latini, quelli della “lingua morta”, dei libri “inutili” che non si studiano quasi più, perchè altre 300/400 persone, di cui tanti giovani dell’ “età sprtiz”, ogni sera abbiano preso l’auto, siano arrivate al parco di Gianola, abbiano affrontato i problemi di parcheggio, la strada semi-illuminata per assistere ad un concerto insolito, in una lingua “sconosciuta”, magari senza capirne le parole? E via così per tre giorni, decine di appuntamenti tra incontri, letture e spettacoli, tutti partecipati per quasi 5000 presenze totali.

Questa mattina mi sono svegliata con le gambe stanche ma con la bellezza negli occhi, la stessa che si leggeva in quelli del coraggioso pubblico della XII Edizione del Festival dei Teatri D’Arte Mediterranei promossa dal 19 al 21 Agosto dal Teatro Bertolt Brecht. Le parole di Saffo, Achille, Medea ancora riecheggiavano insieme alle melodie greche e tunisine. La domanda del “perchè” continua a ronzare e forse per chi ha curato l’ufficio stampa non è poi così normale eppure è stata una bellezza sorprendente anche per chi questo obiettivo se lo era posto.

Per tre giorni Formia è stata la città che vorrei: il patrimonio archeologico valorizzato e promosso, curato e pulito, un progetto culturale pensato e mirato, occasioni di confronto di livello, testimoni, libri ed ospiti non buttati a caso, i cittadini felici ed orgogliosi, i turisti contenti e pronti a ritornare. Giovani allievi coinvolti come volontari, una squadra di formiche tra operatori, attori e tecnici in una corsa contro il tempo, la soddisfazione dei risultati raggiunti, la magia della gratitudine.

Una città vista con gli occhi degli artisti, e non dei politici, capaci di scoprire, provocare, far emergere la ricchezza nascosta nonostante le ristrettezze economiche. Così il Mediterraneo non diventa solo guerra, barconi e ISIS ma diventa liuto, canti delle isole, danza, buone pratiche, tradizione, cibo.

Allora ecco che la partecipazione non è casuale, che non sono le masse delle mode, neanche quelle degli amici e dei parenti, non dipende dal numero di persone raggiunte dai social ma il segreto resta sempre la credibilità dei contenuti ed la verità che riesci a svelare.

E’ quasi sera, la bellezza vissuta inizia a focalizzarsi in immagini, il “perchè?” diventa soddisfazione e rimane la consapevolezza che questa è la strada, in fondo non così impossibile.

Chi dice che è impossibile

non dovrebbe disturbare chi

ce la sta facendo.

Albert Einstein

 

 

 

 

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