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LA MUSICA E’ SERVITA

_ Come mai ci sono tutti questi strumenti musicali nel locale?_

_ Io e mio fratello suoniamo, io il pianoforte, lui il clarinetto_

_ wow, che bello_

_ se volete dopo vi faccio ascoltare qualcosa_

(dialogo con il giovane cameriere di un piccolo ristorante)

Ci siamo ritrovati così, a fine cena ad un assistere ad un concerto improvvisato. Ti dimentichi di essere in un ristorante, ti ritrovi con un giovane di talento che senza spartito e con le stesse mani con cui ti serviva i piatti fino a un attimo fa ora ti offre melodie. Sguardo preso, passione, silenzio intorno anche con la cucina sulla sfondo. Con fare un pò spavaldo accoglie una ragazza che entra e la invita a cantare, tuta, scarpe da ginnastica, capelli legati da partita di calcetto appena finita, apre la bocca ed esce una voce limpida da opera lirica (ma dove siamo finiti?!). Entra il fratello, gli dà una pacca sulla spalla: «attenti a lui, se non avesse avuto un caratteraccio al conservatorio le avrebbe suonate a parecchi».  Invita la sua ragazza a sedersi e le dedica una sua composizione.  Ha lasciato gli studi per una docente che gli aveva chiesto non di interpretare ma di eseguire. Parla di incontri sbagliati, di momenti e luoghi sbagliati, di questione di scelte. Di stare alle regole altrui non gli è andato a genio e ora serve amatriciana e melodie. Dietro le insegne e le etichette (scusi, cameriere!) gli incontri inaspettati davvero di gusto.

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