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IL “VIVA LA VITA!” DI PIERLUIGI

“Viva la vita!”, così Pierluigi scrive sul suo profilo Facebook dal computer nella sua casa a Formia commentando la notizia di dj Fabo andato in Svizzera per “staccare la spina”. Nessun giudizio sulla decisione presa, nessun commento sulla libertà di scelta ma una personale dichiarazione di amore.

Tifosissimo del Napoli, Pierluigi abita i social per scrivere ai suoi calciatori del cuore, per essere aggiornato, per esprimersi, per comunicare con il mondo che lo circonda, la tastiera ha sostituto la sua bocca, la scrittura è diventata un modo per trasmettere il suo profondo attaccamento alla vita, non nonostante tutto ma oltre tutto.

I medici non si spiegano come sia possibile che Pierluigi sia ancora qui, sulla sedie a rotelle, con un respiratore artificiale, con una malattia genetica degenerativa che da quando aveva 13 anni gli impedisce di camminare. Ne aveva sei quando ha iniziato ad accusare problemi nei movimenti, su indicazione dell’insegnante di educazione fisica anche i genitori si sono insospettiti.

Dal policlinico di Napoli sono iniziate tutte le indagini del caso fino a quando non gli è stata diagnosticata una grave distrofia muscolare che ha colpito prima i movimenti, poi anche la respirazione. Dal 2000, oltre alla sedia a rotelle, sono arrivate le cannule. Una famiglia fortemente provata, sopratutto dopo il tumore da qualche anno diagnosticato al papà di Pierluigi. Due genitori che non desistono, che non si arrendono allo sconforto, che hanno sempre resistito spinti dalla forza e dall’amore che il figlio, a suo modo, ha sempre saputo dimostrare.

“Quando era più piccolo rifiutava tutti i passaggi dei compagni di classe che avevano capito le sue difficoltà nei movimenti”, racconta la sorella, ma l’attaccamento alla vita e la voglia di giocarsela fino alla fine di Pierluigi si percepisce semplicemente dal suo sorriso e dalla perenne espressione di gioia.

Anche lui vorrebbe scrivere la sua storia, mandare un’e-mail. Decidiamo, così, di provare ad aprire una corrispondenza, di continuare a dare voce ai suoi pensieri con quelle parole che nessuno può più sentire ma che ancora hanno tanto da dire. “Viva la vita”, grazie Pierluigi.

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