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#carovanaBrecht TUNISIA: I VOLTI E GLI INCONTRI

Siamo di ritorno. Seduti sulle poltrone del gate è naturale ripercorrere quanto hai visto e, sopratutto, chi hai incontrato. Qui in Tunisia ne incontri di gente, “scontri” un fiume in piena che si muove per le strade in ciabatte, con le scarpe, in tram, nei polverosi taxi gialli, in macchina, con carretto ed asinello, nei tantissimi caffè (anche se è decisamente meglio il thè).

Abbiamo incontrato ed incrociato tanti volti.

I volti di Dhaker, Mourad, Camel, Latif, Tahar e dei tanti che lavorano nelle case della cultura, per il ministero tunisino, nel mondo del teatro. Molti sono ormai amici, respiriamo l’aria dell’accoglienza sincera: “sono felice con il cuore che voi siete felici”, ci dice Dhaker.

direttori

 

Marhua che ha fato decine di chilometri per venirci a salutare prima della partenza, Souvernir ed i tanti giovani incontrati in terra tunisina. C’è chi sogna di venire in Italia, chi ci guarda con un po’ di ammirazione e chi di curiosità. Tantissimi i ragazzi che affollano le strade di Tunisi con jeans strappati e maglietta aderente, venditori ambulanti, mentre preparano il pane tipico, urlare alla Medina per incitare all’acquisto, pascolare le pecore nella vallata di fronte alla città antica di Uthina, ragazze con il velo sul capo o coperte dalla testa ai piedi mano nella mano con il fidanzato. Una varietà specchio del momento storico della società tunisina.

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Gli occhi profondi affascinanti ed ammalianti delle donne vestite all’occidentale o con lunghi camicioni, con o senza velo. Incantano con il loro sguardo ed il loro sorriso.

donne

Gli occhi dei bambini tunisini neri e profondi che hanno affollato l’atrio della casa della cultura di Tunisi impazienti in attesa del suono della campanella che dà inizio allo spettacolo. I bambini che subito hanno imparato la “buonanotte” di Pulcinella, pronti a battere le mani al suono della musica, in massa alla ricerca di una foto alla fine dello spettacolo. Per loro siamo venuti a Tunisi ed il loro sorrisi sono il nostro bagaglio immaginario per continuare e perseverare con la nostra “scatoletta di cartone”, le storie ed i racconti del Mediterraneo.

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Au revoir Tunisia! Grazie

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